Negli psicodislettici pomeriggi estivi della periferia milanese, quando alla televisione trasmettono vecchi fuori orario, e il sole ormai ombreggiato dietro alle foglie delle robinie si fa quieto e poetico, è facile che il tempo si dilati, sempre di più, sino a venir inghiottito dalle tue fantasticherie più gioiose e remote. E' facile sì è molto facile lasciarsi dondolare e cullare da tutti quei sogni specie ancor di più se indotti dall'alcol che con quel caldo ti bombarda in testa, e quasi facendoti annaspare. In uno di quei momenti rimasi a pensare tra il vigile e l'onirico spaparanzato sulla sdraio che manco ho..o forse era solo la mia poltrona..in pantaloncini corti per il troppo caldo ma stavo così bene! Dicevo della periferia milanese sì..ma non quella brutta, rozza e degradata, quella raccontata dalla cronaca nera di tutti i giornali, no. Non quella con tutti quei palazzacci infami nel grigiore e nella solitudine pseudo-carceraria che da loro viene ispirata! No. Ma quella bella, soave e quasi mistica di Sesto-Est! Si di Sesto-Est, quella tradizionalmente associata alle mitiche acciaierie Falck, che ormai appunto, scorcio mitologico son diventate! Quella che si dilunga e si dipana lungo il grande stradone che da Milano ti collega a Monza, tra due filari d'interminabili...tigli? Quella che ai lati riposare ti lascia tranquillamente nei suoi parchi e nei suoi giardini, che ville e sfarzo d'altri tempi hanno conosciuto. Ora pensa. Fantastica per un attimo su quelle voci che correvano di reparto in reparto, alla fabbrica del ferro. Esisteva un mondo intero in quei capannoni! Non sono forse loro le nuove rovine del neodecadentismo? Solenni ed austere ora come allora s'innalzano tra le mura svettanti della più futuribile metropoli del domani. E storia hanno da raccontare. Vedi? Ognuno di essi, di quei capannoni è così fatto per esplicare una sua particolare funzione: così l'acciaieria è riconoscibilissima dai suoi tetti che all'interno erano, per così dire, solcati da speciali gru a..boh! Non ricordo più come si chiamano!.. A ponte!! Poi l'altoforno che....Alt! Non c'erano altiforni alla Falck mi pare! Ma semmai bassiforni. No no! Non è una battuta! Si chiamavano proprio così. Per la rifusione del ferro mi sembra. Quel rumore cupo e grave, assordante per alcuni, musicale per me, mi aveva fatto da naturale sottofondo e come leit-motiv per buona parte della mia mmmmmm!... Infanzia non mi piace! E' troppo letterario e inoltre ha pure un nonsoche di depressogeno!! Anche se và bè! Quello è! :o) Mi accompagnava. A casa quando d'estate me ne stavo sul balcone a sorbirmi e aspirarmi tutto quel fumo denso e bianco che fuoriusciva dalle sue ciminiere non ancora dotate di depuratori, ma era bello lo stesso sapere che c'era! Quell'odore tipico e caratteristico di ossido di ferro, ruggine per i medi, che t'investiva quando all'uscita della tangenziale est imboccavi la strada per casa e capivi subito anche ad occhi chiusi che eri a Sesto, era per me il profumo di casa! E non me ne fregava niente se ti bruciava i polmoni e salendoti su per i bronchi attraverso il torrente sanguigno e su su su saliva a corroderti anche il cervello, perché a me piaceva! Quei cieli rossastri, i maestosi bagliori giallo-aranciato del fuoco e del fumo, quelle atmosfere così artificiali eppur così naturali per noi, così meravigliosi, quei riflessi, i cieli di Sesto parlavano di me. E raccontavano una storia. Una storia consumata nell'allegria di giorni lontani passati a fare scampagnate o come si direbbe oggi, gite fuori porta, annunciandoti che era scesa sera ma la tua casa era ancora lì. Tra le ciminiere e gli imponenti muraglioni dell'industria più grande del mondo! Tra la gioia e la felicità della sorpresa che dopo quella notte un altro mattino arriverà. E cose nuove da imparare porterà con sé. Adesso sono qua caro blog, immerso in questo tepore così irreale, in questo sopore che illumina di sogno i miei pensieri e guardo le piante. Le piante del parco di fronte a casa mia. Quelle stesse piante che un tempo anche loro con me, a modo loro ma non per questo meno vero, hanno vissuto quell'emozione. Un'emozione particolare e specialissima, indescrivibile e unica!
L'emozione di esser stato bambino a Sesto.
lunedì 26 marzo 2007
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento